Kinnaur Himalaya

nov 8.

Al confine tra ordine e caos

Data
8 novembre 20192019-11-08T09:00:00
Ora
21.00 2019-11-08T09:00:00
Luogo
Biblioteca civica "G. Tronchin"

Sei mesi di lavoro sul campo, al confine tra India e Tibet.
Emanuele Confortin, giornalista e fotogiornalista, ci porta in Kinnaur, distretto tribale dell'Himalaya Indiano, nella terra dei grokch, gli oracoli-esorcisti.
Siamo in una valle remota, terra di confini situata all'ombra del sacro monte Kinner Kailash.
Qui l'autore unisce indagine etnografica, inchiesta giornalistica e fotoreportage, offrendo uno spaccato realistico di questo angolo d'Asia.
Kinnaur Himalaya è il portato di un'analisi durata cinque anni, il cui obiettivo è conoscere il micro per comprendere il macro.

Kinnaur Himalaya è un progetto di ampio respiro, realizzato in Kinnaur (e Spiti), distretto tribale dell’Himachal Pradesh, lungo il confine indo-cinese. Un territorio d’alta quota, tanto selvaggio quanto spettacolare, rimasto a lungo inaccessibile, escluso dal turismo di massa e ancora oggi poco conosciuto. Siamo nella terra dei Kinnauri, abitanti originari del distretto, la cui cultura attinge dal buddhismo tibetano, dall’induismo e si mescola ad antiche credenze animiste legate alle forze ancestrali della natura. L’idea stessa del cosmo, per i Kinnauri, si basa sulla fusione fra la realtà oggettiva e un mondo sottile, frequentato da dèi, spiriti e demoni che popolano la foresta. Centrale in questo contesto è il grokch, l’oracolo, figura religiosa in grado di entrare in trance e di essere posseduta dalla divinità, eseguendo esorcismi e guarigioni.

Oggi, dopo secoli di parziale isolamento, la spinta di una crescita economica rapida, quasi febbrile, sembra non risparmiare neanche quest’angolo di Himalaya. La realizzazione di nuove vie di comunicazione e l’apertura al resto del mondo stanno evidenziando la fragilità del Kinnaur, le cui sfide future  prendono nomi quali cambiamento climatico, acqua e militarizzazione dei confini. Kinnaur Himalaya si basa su sei mesi di indagine diretta, svolta nell’arco di tre diversi campi, nel 2003, nel 2005 e nel 2018. L’autore si è spostato in autobus o a piedi, in un contesto ambientale di grande fascino, situato tra i 3000 e i 5000 metri di quota. 

In collaborazione con CAI sezione di Mirano.