La relazione per il mister

set 18.

Incontro con Ivan Rossetto autore di "La relazione per il mister"

Data
18 settembre 20212021-09-18T05:30:00
Ora
17.30 2021-09-18T05:30:00
Luogo
Biblioteca civica "G. Tronchin"

Concentrati sui loro appunti, li vedi assorti per tutta la partita. Sono gli osservatori, figura professionale sempre più frequente all’interno del variegato mondo del calcio. Possono seguire una singola squadra e riportarne alcune caratteristiche, oppure esaminare il singolo giocatore. Ci sono corsi già avviati ma ancora non c’è un vero e proprio testo di studio. Quello che Ivan Rossetto ha pensato e prodotto di sua mano e disponibile in alcune edicole di Maerne, Noale e Robegano per chi volesse intraprendere la “carriera” di osservatore, “La Relazione per il mister. Dai Miei appunti tecnici e tattici”. Un compendio di schemi e foto di anni di attività. Rossetto ha giocato nelle categorie dilettantistiche, dai pulcini nel 1980 del Maerne, all’Eccellenza e Serie D con la Luparense negli anni 91/93 e 97/98. Poi il salto ad allenatore a cominciare con le giovanili del Trebaseleghe nel 1998, arrivando a Venezia e Padova dagli anni 2000, stagioni in cui ha partecipato come istruttore al “Parma Estate” nel 2000 e al “Venezia Football Camp” nel New Jersey nel 2005. Fino al primo incarico da osservatore con il Venezia in C1 nel 2007, quando Andrea Seno e Michele Bertoldo gli chiesero di iniziare questa avventura. «Quando ho cominciato a fare l’osservatore mi è mancato un testo guida, qualcosa che mi indicasse cosa fare. Per questo ho pensato di mettere in ordine, nelle notti insonni dopo la nascita di mio figlio Riccardo dal novembre 2014, i miei appunti di tutti questi anni di lavoro, per tutti coloro che volessero intraprendere questa strada pur non avendo alle spalle una conoscenza specifica».

I primi ricordi di Rossetto. «Per fare la mia prima relazione ci misi 11 ore, con schemi, disegno con l’autocad e tanto altro. Poi con gli anni e l’esperienza i miei appunti sono diventati più snelli. Nel fare l’osservatore segui il gioco a 360°, soprattutto quello senza palla. È anche vero che per segnalare una squadra dovresti seguire più di una partita. E ogni valutazione dipende sempre dal mister che la chiede».

Tanti gli aneddoti da raccontare. «Ebbi la fortuna di vedere in azione giocatori come Sepe ed Insigne quando ancora erano allievi, ma anche squadre messe in campo da bravi allenatori. Ci vuole passione, il giusto equilibrio e tanta pazienza. Alla fine diventa quasi una deformazione professionale. Nel 2009 all’Emirates Stadium di Londra ho assistito con alcuni amici all’amichevole Italia-Brasile e non ho resistito, prendendo sempre i miei appunti e i miei schemi». Sino all’appunto finale. «Fare l’osservatore mi ha dato tante soddisfazioni, ma è un impegno non indifferente. Mi manca però stare in campo, allenare, il rapporto con i giocatori, che in questo ruolo non hai».

(articolo di Alessandro Torre)