Descrizione estesa
Il contemporaneo è un tempo frammentato, in cui ognuno rincorre bisogni sempre nuovi e spesso circoscritti a poche individualità; sono venuti a mancare il senso stesso di comunità e di bene comune, che hanno caratterizzato il vissuto delle generazioni passate, così come i maggiori contesti in cui le comunità si potevano ritrovare e riconoscere, rinsaldando i legami di reciproca appartenenza. Pier Paolo Pasolini aveva visto con largo anticipo questa trasformazione antropologica e sociale. Il laboratorio “Un’anima in me che non era solo mia” nasce dal desiderio di esplorare come l’identità di un territorio possa essere raccontata e ripensata attraverso la condivisione delle storie di vita e di lavoro dei suoi cittadini, rese in forma orale e successivamente trasformate in materia teatrale a cura di Sandra Mangini, Helga Greggio.