Convivenza di fatto

Le convivenze di fatto possono essere costituite da coppie formate da due persone maggiorenni, sia etero che omosessuali, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, che non sono vincolate da rapporti di parentela, affinità, adozione, matrimonio o unione civile.

Diritti e doveri

Ai conviventi difatto sono riconosciuti: 

  • i diritti previsti per i coniugi dall'ordinamento penitenziario (ad es. visita al detenuto);
  • il diritto reciproco in caso di malattia o ricovero, assistenza ed accesso ai dati personali in ambito sanitario e la facoltà di designare il partner come rappresentante in caso di eventuale futura incapacità per l'assunzione di decisioni in materia di salute e nell'ipotesi di morte, per le scelte sulla donazione di organi o celebrazioni funerarie;
  • nel caso di decesso del proprietario o del conduttore dell'immobile di residenza (o di suo recesso dal contratto), spetta al convivente superstite il diritto di abitazione in essa o rispettivamente, di succedere nel rapporto;
  • il diritto di inserimento nelle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi E.r.p., qualora l'appartenenza ad un nucleo familiare costituisca titolo di preferenza;
  • se uno dei conviventi viene interdetto, inabilitato o sottoposto ad amministratore di sostegno, l'altro può essere nominato rispettivamente suo tutore, curatore od amministratore di sostegno;
  • nell'ipotesi di decesso di uno dei conviventi di fatto derivante da fatto illecito di un terzo, si applicano gli stessi criteri di risarcimento del danno al coniuge superstite;
  • nel caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto agli alimenti della parte in stato di bisogno, che non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento.

Costituzione della convivenza di fatto

Se gli interessati hanno già la stessa residenza anagrafica, per la costituzione della convivenza di fatto, deve essere compilata una apposita dichiarazione. In caso contrario, deve essere effettuata la variazione di residenza o di abitazione, allegando alla stessa la dichiarazione di convivenza.

Il cittadino straniero deve presentare all'Ufficiale dello Stato Civile, anche una dichiarazione dell'autorità competente del proprio Paese, dalla quale risulti che non è vincolato da rapporti di parentela, affinità, adozione, matrimonio o unione civile.

La dichiarazione, per la costituzione della convivenza, deve essere sottoscritta da entrambi gli interessati, allegando copia del documento di riconoscimento e può essere presentata in una delle seguenti modalità:

Nel caso in cui la dichiarazione sia sottoscritta digitalmente, non è necessario allegare copia del documento di riconoscimento.

Cessazione della convivenza di fatto

La cessazione della convivenza di fatto, con relativa presa d'atto da parte dellUfficio Anagrafe, avviene:

  • se viene meno la situazione di coabitazione (trasferimento di residenza anche di un solo componente);
  • nel caso di matrimonio od unione civile tra gli interessati o tra uno di essi ed una terza persona;
  • qualora, da dichiarazione di uno od entrambi i conviventi, risultino estinti i legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale.

La dichiarazione di cessazione della convivenza di fatto deve essere sottoscritta da almeno uno degli interessati (allegando copia del documento di riconoscimento) e può essere presentata attraverso una delle seguenti modalità:

Nel caso in cui la dichiarazione sia sottoscritta digitalmente, non è necessario allegare copia del documento di riconoscimento.

Contratto di convivenza

I contratti di convivenza sono stati pensati per permettere ai conviventi di fatto registrati (e cioè a quelli che abbiano registrato il loro stato di stabile convivenza etero o omosessuale nei registri anagrafici) di "disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune"Si tratta di una opportunità e non di un dovere, in quanto i conviventi hanno la facoltà di svolgere il loro rapporto anche in assenza di un contratto di convivenza.

Nei contratti di convivenza possono essere trattate materie quali, ad esempio:

  • il luogo nel quale i conviventi convengono di risiedere;
  • le modalità che i conviventi convengono circa la reciproca contribuzione da effettuare per far fronte alle necessità della vita in comune - e ciò in relazione al patrimonio ed al reddito di ciascuno di essi ed alla rispettiva capacità di lavoro professionale o casalingo
  • l'adozione del regime patrimoniale della comunione dei beni.

Il contratto deve essere stipulato con atto pubblico o scrittura privata autenticata presso un notaio o avvocato che lo invierà, entro 10 giorni, al Comune di residenza per la registrazione in anagrafe ai fini dell'opponibilità ai terzi.

La trasmissione al Comune potrà essere effettuata:

Tale contratto potrà essere modificato o risolto (sia per accordo delle parti che per recesso unilaterale) con atto redatto e pubblicizzato nelle stesse forme.

Normativa di riferimento:

  • Legge n. 76 del 20 maggio 2016 "Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina della convivenza";
  • D.P.R. n. 223 del 30 maggio 1989 "Regolamento anagrafico".